L’Open Call 2026 si è conclusa: arrivate 238 domande da 28 Paesi
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Dal 14 al 17 maggio 2026 saranno 9 gli spettacoli selezionati che andranno in scena a Cividale del Friuli per la 6° edizione del festival più under30 d’Europa.

I progetti pervenuti verranno esaminati e valutati, con il coordinamento del direttore artistico, da un gruppo di curatrici e curatori under 30: una commissione costruita ad hoc di curatores.
Per la sua creazione si ringraziano: Accademia Eleonora Duse – Centro Sperimentale di Cinema e Arti Performative, Associazione culturale Arearea, Conservatorio Statale di Musica Giuseppe Tartini di Trieste, Conservatorio Statale di Musica Jacopo Tomadini di Udine, Fondazione Luigi Bon, Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine, SNG Nova Gorica (Slovenia), e anche Associazione culturale Circo all’incirca, Convitto Nazionale Paolo Diacono, Istituto Tecnico Arturo Malignani, Scuola di Danza Erica Bront e Teatro Club Udine – Palio Teatrale Studentesco.

Tra le proposte pervenute verranno selezionati 9 titoli (2 teatro, 2 musica, 2 danza, 2 circo e uno spettacolo che potrà appartenere a una delle suddette categorie) da programmare tra il 14 e il 17 maggio 2026 a Cividale del Friuli.

Durante il festival sarà presente anche una giuria di esperti, incaricata di valutare gli spettacoli in scena.

Il medesimo gruppo di curatores under30 selezionerà, durante le giornate di Mittelyoung, 3 spettacoli da inserire nel cartellone di Mittelfest Paura.
Gli spettacoli selezionati verranno programmati tra il 16 e il 26 luglio 2026 a Cividale del Friuli.



Così accade con la paura: sta tutta nelle attese, in ciò che si immagina sarà. La paura è l’emozione primaria che anticipa gli eventi, non li segue. Lei è già lì. Arriva e indica la rotta, come nella geografia allusiva del mito. Eppure, mentre prevede il soccombere a ogni sfida fatale, ne previene l’esito. Basta andare al di là di quel che credono gli occhi. Perché la vista spesso è bugiarda: non nota ciò che le si trova di fronte, ma ciò che la mente già aspetta. Lo sguardo, si narra, registra solo le differenze.
                La nostra storia, allora, può essere affine a quella di Perseo: non cedere de visu allo sguardo della Medusa, non farsi di pietra davanti al terrore che già si conosce, davanti a quel che la mente teme debba accadere. Invece, schermati da un occhio rubato, lasciando serrato il nostro sguardo impaurito, possiamo tornare vittoriosi, in groppa al nostro Pegaso, ricolmi di preziosi coralli.
                Succederà? Chi lo sa: se mentre osserviamo le cose, iniziassimo a vederle con nuovi strumenti e altri occhi, una qualche benevola sorpresa magari ci spetta. Se la paura che si annida nei nostri pensieri, venisse superata dalle nostre azioni, un qualche miracolo magari si rivelerebbe. Invece di fuggirla, perché non seguire ogni paura fin dove ci spinge? Perché non accettare le sue avventure? Forse otterremo pietre, forse coralli.


Giacomo Pedini, Direttore Artistico Mittelfest
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