Danza

Best regards

Marco D’Agostin
  • Sabato 25 Luglio 2026 - 19:00

Teatro Ristori

60 minuti


di e con Marco D’Agostin

suono, grafiche LSKA
testi Chiara Bersani, Marco D’Agostin, Azzurra D’Agostino, Wendy Houstoun
luci Giulia Pastore
costruzione scene Simone Spanghero
consulenza scientifica The Nigel Charnock Archive, Roberto Casarotto
consulenza drammaturgica Chiara Bersani, Claudio Cirri, Alessandro Sciarroni
consulenza tecnica Eleonora Diana, Luca Poncetta, Andrea Sanson, Paola Villani
movement coach Marta Ciappina
direzione tecnica Paolo Tizianel
cura, promozione Damien Modolo
organizzazione, amministrazione Eleonora Cavallo, Irene Maiolin, Paola Miolano

produzione VAN

coproduzione
KLAP Maison pour la danse à Marseille, Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis, CCN2-Centre chorégraphique national de Grenoble, ERT – Emilia Romagna Fondazione

con il supporto di
Points communs, Nouvelle scène nationale de Cergy-Pontoise et du Val d’Oise, Centrale Fies, CSC/Centro per la Scena Contemporanea (Bassano del Grappa), Marche Teatro/inTeatro Festival, the WorkRoom (Fattoria Vittadini), Teatro Comunale di Vicenza, L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale ::: Centro di Residenza Emilia-Romagna, ARTEFICI.ResidenzeCreativeFvg di ArtistiAssociati

photo © Andrea Avezzù

Marco D’Agostin, artista italiano pluripremiato, inventa un tributo laico e pop per Nigel Charnock, danzatore e coreografo scomparso nel 2012 che ha segnato per sempre il suo modo di pensare la performance. Best regards è la lettera che D’Agostin scrive a qualcuno che non risponderà mai. È il suo modo per dire: “Dear N, I wanted to be too much too” (“Caro N, anch’io volevo essere troppo”). É un invito a cantare assieme una nostalgia che ci riguarda tutti, noi che non siamo arrivati in tempo per dire quello che volevamo. All’ombra del tempo scaduto, e sotto la luce che Nigel continua a proiettare sulla scena di chi oggi danza, D’Agostin, premio UBU come miglior performer under 35 nel 2018, fa risuonare un ritornello martellante, apre di fronte ai nostri occhi un foglio bianco e ci chiede: come si comincia una lettera impossibile?