PRESENTATO A MITTELFEST – L’ ATTESO DEBUTTO IN PRIMA ASSOLUTA DI "UNA GIOVINEZZA ENORMEMENTE GIOVANE" DI ANTONIO CALENDA IN SCENA GIOVEDÌ 18 LUGLIO

[:it]Spicca nel programma di giovedì 18 luglio, il debutto in prima mondiale della coproduzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Una giovinezza enormemente giovane, il testo firmato da Gianni Borgna direttamente ispirato alle opere di Pier Paolo Pasolini firmato dalla regia di Antonio Calenda. [:en]Spicca nel programma di giovedì 18 luglio, il debutto in prima mondiale della coproduzione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Una giovinezza enormemente giovane, il testo firmato da Gianni Borgna direttamente ispirato alle opere di Pier Paolo Pasolini firmato dalla regia di Antonio Calenda. [:][:it]Protagonista del monologo l’attore Roberto Herlitzka, recentemente insignito del Nastro d’Argento alla carriera, riconoscimento che si aggiunge ai numerosi premi ottenuti nella sua lunga attività artistica tra cinema e teatro, uno degli interpreti di più intenso e misterioso spessore drammatico della scena italiana, un attore che già nell'aspetto evoca l’appartenenza al mondo pasoliniano.Si tratta di uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pasolini, e dall'altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore.

E dal suo assassinio – sempre rimasto oscuro – Antonio Calenda trae ispirazione per l’incipit dello spettacolo: una musica, un colpo nel buio, un corpo a terra. Un’immagine forte da cui il protagonista avvia il proprio monologare: come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine . «In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – spiega Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere sé stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano e profetico ».

Roberto Herlitzka ha così spiegato nella conferenza stampa di presentazione dello spettacolo “indubbiamente non sono qui a impersonare Pasolini, non è una storia, non è un giallo non risolveremo nulla. Impersono la sua anima e per questo posso avvalermi della sua vita poetica, chiunque di noi può impersonare la poesia di un poeta, può almeno provarci. Si tratta di una riflessione su Pasolini che possiamo fare attraverso le sue parole, non conta quello che lui facesse o come vivesse. E poi anche una citazione omaggio alle sue poesie in lingua friulana”.[:en]Protagonista del monologo l’attore Roberto Herlitzka, recentemente insignito del Nastro d’Argento alla carriera, riconoscimento che si aggiunge ai numerosi premi ottenuti nella sua lunga attività artistica tra cinema e teatro, uno degli interpreti di più intenso e misterioso spessore drammatico della scena italiana, un attore che già nell'aspetto evoca l’appartenenza al mondo pasoliniano. Si tratta di uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pasolini, e dall'altro sancisce la grande capacità profetica dello scrittore.

E dal suo assassinio – sempre rimasto oscuro – Antonio Calenda trae ispirazione per l’incipit dello spettacolo: una musica, un colpo nel buio, un corpo a terra. Un’immagine forte da cui il protagonista avvia il proprio monologare: come se Pasolini stesso fosse testimone della propria fine . «In una metafisica evocazione della morte di Pasolini – spiega Antonio Calenda – immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere sé stesso massacrato sulla spiaggia dell’Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano e profetico ».

Roberto Herlitzka ha così spiegato nella conferenza stampa di presentazione dello spettacolo “indubbiamente non sono qui a impersonare Pasolini, non è una storia, non è un giallo non risolveremo nulla. Impersono la sua anima e per questo posso avvalermi della sua vita poetica, chiunque di noi può impersonare la poesia di un poeta, può almeno provarci. Si tratta di una riflessione su Pasolini che possiamo fare attraverso le sue parole, non conta quello che lui facesse o come vivesse. E poi anche una citazione omaggio alle sue poesie in lingua friulana”.[:]