MALKOVIC A BOLOGNA: "LA NOSTRA VITA E' L'INCUBO DI DIO". LA LEGGENDA DI HOLLYWOOD ARRIVA IN ITALIA PER IL DEBUTTO DI "REPORT ON THE BLIND"

[:it]«La nostra vita? E’ l’incubo di Dio, quando si addormenta, come spesso gli succede. Ma questa è solo un’ipotesi. La prima è che Dio non esista, la seconda che sia un vero bastardo». Parola di John Malkovich, leggenda hollywoodiana e star del cartellone di Mittelfest 2017 a Cividale del Friuli, venerdì 21 luglio (Piazza Duomo, ore 22) e di Emilia Romagna Festival a Forlì, dove debutterà martedì sera al Teatro Diego Fabbri alle 21 con “Report on the blind”, il testo dello scrittore e attivista argentino Ernesto Sabato tratto da “Sopra eroi e tombe”, portato in scena per la prima volta in Italia sulle musiche del “Concerto per pianoforte e archi”, di Alfred Šnitke. «Nel nostro adattamento la questione religiosa è sintetizzata in poche righe – spiega Malkovich – Nel testo originale di Sabato, “Sopra eroi e tombe””, pagine e pagine sono dedicate da un allucinato io narrante alla follia di Dio e al potere occulto di una setta dei Ciechi, che governerebbe il mondo». Malkovich, catturato al suo sbarco all’aeroporto Marconi di Bologna per la conferenza stampa che lancia le uniche due dati nazionali dello spettacolo, scandisce le parole lentamente, con affabile riservatezza, diretto ma suadente: un Visconte di Valmont addolcito negli anni, carismatico ma non appariscente. «Personalmente ho scelto di stare lontano da tutto quello che è religioso, o ideologico – aggiunge – Non mi dà fastidio che altri abbiano un credo ma io non sono credente, né tantomeno praticante. L'ideologia ha prodotto danni incalcolabili, anche se la gente tende a dimenticarlo». «Ho acquistato i diritti dell'opera di Sabato vent’anni fa perchè volevo ricavarne un film – racconta ancora l’attore - ma poi non se n’è fatto nulla. Mi è piaciuto immediatamente, Sabato: perché è uno scrittore molto dotato e per la sua enorme carica di umanità. Così cinque anni fa, a Firenze, lavorando con la pianista russa Anastasya Terenkova è nata l’idea di estrapolare alcune pagine di “Sopra eroi e tombe”, compenetrandole alle musiche di Šnitke: un tappeto sonoro di altissimo impatto per la sua ipnotica ripetitività, così come per i suoi cambi di registro. Su un altro testo di Sabato, Nunca más, pubblicato in Argentina nel 1984 sotto la presidenza de Raúl Alfonsín, ho lavorato lo scorso anno, portandolo in scena a Buenos Aires e a Mendoza: è stato impegnativo, persino insopportabile per la forza e la drammaticità del racconto legato ai desaparecidos. Sarà un privilegio presentare al pubblico italiano “Report on the blind”, ne sono orgoglioso».

Già, l’Italia: «Ho avuto esperienze memorabili con artisti del vostro Paese, come Bernardo Bertolucci per la lavorazione de “Il tè nel deserto”, e come Michelangelo Antonioni durante le riprese di “Al di là delle nuvole”, nelle nebbie ferraresi. E con Liliana Cavani, con cui ho girato “Il gioco di Ripley”. Ma è soprattutto con Marcello Mastroianni che ho imparato cosa significa amare questo lavoro: l’ho conosciuto sul set del film di Antonioni, era già sulla settantina, e malgrado la sua fama lo precedesse non era affatto viziato. Ogni giorno dimostrava la sua passione per questo mestiere arrivando sul set con semplicità. Io allora ero piuttosto cinico, col tempo e con l’esperienza ho capito quanto è raro e importante fare il lavoro che ci piace. Ricordo anche le grandi chiacchierate con Bertolucci: mi diceva che tutto è politico, nella vita, e non si dava pace che peer me, invece, la vita fosse una questione del tutto personale … Già, la politica: non voto dal 1972, semplicemente ho scelto di non farlo più. Non per Obama, e nemmeno per Trump. E’ l’uomo che mi interessa: cosa la gente pesa, come si comporta, come ancora riesca a produrre bellezza sulla terra, malgrado i limiti sempre più gravosi».

Con John Malkovich – di recente nelle sale cinematografiche con Codice Unlocked - saliranno in scena a Forlì e Cividale del Friuli i Solisti Aquilani, diretti da Alvise Casellati, solisti la pianista russa Anastasya Terenkova e la violinista slovena Lana Trotovšek. Lo hanno ricordato i direttori artistici delle due manifestazioni ospiti, Roberto Calabretto di Mittelfest e Massimo Mercelli di Emilia Romagna festival. Intanto John Malkovich è attivissimo, a teatro: ha appena portato in scena in tutta Europa la pièce “Just call me God. A Dictator's final Speech”, legato a Saddam Hussein e musicato dalla Filarmonica di Vienna. E sta lavorando a un adattamento dall'opera di Roberto Bolaňo e a un nuovo progetto sulla musica moderna sovietica, sempre con la pianista Anastasya Terenkova.[:]

2017- Aria, AnnuncidireWeb