Franco Calabretto parla del nostro MENOCCHIO

[:it]Se Terra e Fuoco stanno insieme in questa edizione di Mittelfest, seconda in un ciclo dedicato agli Elementi, è proprio perché ho voluto fortemente la realizzazione di questo progetto su Menocchio, l’opera che inaugura il Festival, in cui i due elementi convivono: il Fuoco che purifica dal peccato di eresia, e il sapere popolare legato alla Terra e ai suoi cicli. La presente pubblicazione, nata con l’idea di realizzare un programma di sala, è divenuta, strada facendo, un volume, ricco strumento di approfondimenti e contributi importanti.

La produzione di un’opera di teatro musicale è una novità assoluta per Mittelfest, che pure negli anni passati ha prodotto molti lavori teatrali. E in questo progetto risuonano tante valenze in cui possiamo ritrovare l’anima del festival: il debutto di un’opera prima, la coralità di un lavoro che mette assieme molte competenze ed eccellenze del nostro territorio assieme ad artisti internazionali, un tema che affonda le radici nella terra e nella cultura friulane; la formula del laboratorio, quasi bottega d’arte, che vive a Cividale nei giorni dell’allestimento.

Narra una storia certamente tragica, la durezza e la crudeltà di una certa Controriforma che porta anche in Friuli, come in molta parte d’Italia e d’Europa, il furore anti-eretico. Storia che riguarda una piccola comunità, all’interno della quale, grazie alle visioni e ai racconti di un mugnaio visionario e indomito, entrano le grandi questioni culturali e politiche europee. Il micro ed il macro si incontrano in questo racconto messo in musica.

Ho deciso di dare realizzazione e vita ad un sogno da lungo tempo abbozzato da Renato Miani perché la sua scrittura, sapiente e raffinata, guarda alla più nobile tradizione centro europea e non cede alle facili tentazioni di mercato. Il libretto di Francesca Tuscano è autentico, fedelmente ancorato ai verbali degli interrogatori e quindi alle parole di Menocchio; inoltre, per rendere i dialoghi dei popolani autentici e credibili, ha voluto recuperare la lingua parlata proprio a Montereale Valcellina.

Il cast internazionale e le masse artistiche sono affidati alla solidissima esperienza direttoriale di Eddi De Nadai; la regia ad uno dei tanti artisti italiani che conseguono brillanti affermazioni nel mondo, Ivan Stefanutti. Il tutto diviene un laboratorio artistico che coinvolge anche, nei molti ruoli di contorno fuori e dentro il palcoscenico, giovani che portano il loro entusiasmo e imparano il mestiere del teatro lavorando a stretto contatto con i maestri.

Gli ingredienti per un prodotto di qualità, dunque, ci sono tutti e spero che, proprio per questo, la vita di Menocchio, dopo il debutto a Mittelfest 2016, sia lunga e possa raggiungere molti teatri in Italia e non solo.

Nel ringraziare tutti gli artisti, i collaboratori ed i soste- nitori di questo progetto, in particolare la Fondazione CRUP e il suo Presidente che si sono riservati il ruolo di main partner, ed inoltre la RAI sede regionale FVG che trasmetterà lo spettacolo, il mio pensiero va al prof. Ginzburg e al suo Il formaggio e i vermi, capolavoro tradotto in tutto il mondo, che quarant’anni fa portò alla ribalta la figura di uno straordinario mugnaio friulano che aveva imparato a leggere e scrivere “et desiderava che fusse uno mondo nuovo”.[:]

2016- Terra, AnnuncidireWeb