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Antigone

  • Chiostro della Chiesa di S. Francesco Cividale del Friuli Italy (map)
Konstantinos_Ntellas_PL_antigone-3.jpg

(Grecia)..(Greece)


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di Sofocle 

Traduzione e drammaturgia Nikos A. Panagiotopoulos
con Efthimis Chalkidis, Thanasis Dovris, Konstantinos Ntellas, Fani Panagiotidou, Maria Parasyri, Despoina Dorina Remediaki 

regia Konstantinos Ntellas 

scenografia Andreas Skourtis 

costumi Konstantina Mardiki 

musica Alexandros Ktistakis 

progetto luci Panagiotis Lampis 

assistente scenografo Vivianna Chiotini 

kinesiologia e assistente del regista Androniki Marathaki 

produzione Delta Pi

Country in focus: Grecia

Teatro, prima nazionale, sopratitoli in italiano

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by Sophocles 

adaptation Nikos A. Panagiotopoulos
with Efthimis Chalkidis, Thanasis Dovris, Konstantinos Ntellas, Fani Panagiotidou, Maria Parasyri, Despoina Dorina Remediaki 

director Konstantinos Ntellas 

stage designer Andreas Skourtis 

costumes Konstantina Mardiki 

music Alexandros Ktistakis 

lighting Panagiotis Lampis 

assistant stage designer Vivianna Chiotini 

kinesiologist and assistant director Androniki Marathaki 

production Delta Pi

Country in focus – Greece

Theatre, Italian premiere

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Antigone è probabilmente la tragedia più popolare di Sofocle. È ambientata a Tebe, poco dopo la guerra civile che ha provocato la reciproca uccisione dei due fratelli Eteocle e Polinice. Creonte ordina l'onorata sepoltura di Eteocle, mentre Polinice deve rimanere insepolto per essersi messo contro Tebe. La sorella dei due, Antigone, rifiuta di obbedire all'ordine: dovrà essere punita. Il tragico finale è noto, eppure non finisce mai di far riflettere, capace com’è ancora oggi di raccontare l’opposizione della ‘legge del sangue’, ovvero della natura, contro ‘la legge della città’, ovvero del mondo. 

Presentato a Epidauro nel luglio 2018, Antigone riletta da Konstantinos Ntellas, uno dei maggiori registi greci oggi, diventa un lavoro di dialogo con lo spazio, quasi a voler misurare la possibilità che ci rimane di ritornare alla natura e di essere comunità. 

Gli attori hanno provato in situazioni e località diverse: una collina, poi un piccolo villaggio di Corinto, condividendo una vita comunitaria. Per il primo mese il testo è stato affrontato senza distribuire i ruoli e tutti gli attori lo hanno imparato quasi interamente, potenziando la percezione fisica, e quasi kinesiologica, di ognuno in ogni situazione. 

In questo modo è nato un luogo inedito, e il testo si arricchito di nuove dimensioni, comprendendo il terreno accidentato, gli alberi, il sole, il tempo, i suoni. Da qui sono stati distribuiti i ruoli e il testo si è aperto, ponendo nuove domande.

 “Eteocle cadde in battaglia, difendendo la sua città. Lui è un eroe. Eteocle usurpò il trono che era giustamente di suo fratello. Polinice è morto combattendo contro la sua stessa patria. È un traditore. Polinice reclamò il trono che era giustamente suo. Chi ha ragione? Chi ha torto? Creonte è responsabile della Polis. C'è un punto cieco nella Polis. Creonte fa fedelmente ciò che è legge per il ripristino della pace e dell'ordine. Antigone è responsabile per la sua famiglia e per il defunto della famiglia. Antigone viola le leggi della Polis, causando caos e disordine. Chi ha ragione? Chi ha torto?” si chiede e ci chiede il regista.

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Antigone is probably Sophocles’ most popular tragedy. It is set in Thebes, shortly after the end of the civil war in which the brothers Eteocles and Polynices died fighting each other. Creon orders a burial with full honours for Eteocles, but Polynices’ body must be left unburied because he set himself against Thebes. Antigone, their sister, defies the order and must be punished. Though the tragic ending is well known, it continues to provide food for thought – even today it provides insight into the dichotomy between the “law of blood”, that is the law of nature, and the “law of the city”, worldy law. 

Presented at Epidaurus in July 2018, Antigone is reinterpreted by Konstantinos Ntellas, one of Greece’s foremost directors, and becomes a dialogue with space, a kind of exploration of what chance we still have to return to nature and be a community. 

The actors rehearsed in a variety of situations and locations: on a hill, then in a small Corinthian village, sharing a community life. For the first month the text was explored without casting, so all the actors learned all of it virtually by heart, enhancing their physical – almost kinesiological – perception of each character in every situation. 

This gave rise to a new and unknown place, and the text took on new dimensions, comprising rugged terrain, trees, sun, weather and sounds. At this point the roles were cast and the text opened up, posing new questions for director and audience alike. “Eteocles fell in battle, defending his city. He is a hero. Eteocles usurped the throne that was rightly his brother’s. Polynices died fighting against his homeland. He is a traitor. Polynices reclaimed the throne that was rightly his. Who is right? Who is wrong? 

Creon is responsible for the Polis. There is a blind spot in the Polis. Creon dutifully applies the law to restore peace and order. Antigone is responsible for her family and her deceased brother. Antigone breaks the law of the Polis, bringing chaos and disorder. Who is right? Who is wrong?” 

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Earlier Event: July 15
Tamara Obrovac Transhistria Ensemble
Later Event: July 16
Quo vadis?