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Winterreise

  • Chiesa di San Francesco Cividale del Friuli Italy (map)
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(Ungheria)

Spettacolo multidisciplinare ideato e diretto da Kornél Mundruczó
Musiche di F. Schubert e Hans Zender
János Szemenyei, cantante/attore
Danubia Orchestra Óbuda
Máté Hámori, direttore d’orchestra
Márton Ágh, scene e costumi ; Kata Wéber, drammaturgia
Kornél Mundruczó, regia
prodotto da Proton Theatre insieme con
Café Budapest Contemporary Art Festival, 
Danubia Orchestra Óbuda, FILC – Fischer Iván’s Apartment Theatre

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(Hungary)

F. Schubert and Hans Zender
Multidisciplinary show conceived and directed by Kornél Mundruczó 
Singer/actor János Szemenyei
Danubia Orchestra Óbuda
Conductor Máté Hámori
Stage design and costumes Márton Ágh
Dramatization Kata Wéber
Producer Proton Theatre in collaboration with Café Budapest Contemporary Art Festival, Danubia Orchestra Óbuda, FILC – Fischer Iván’s Apartment Theatre

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È il cambio di prospettiva a rendere speciale la performance del Proton Theatre. Winterreise (Viaggio d’Inverno) ritrae il dolore esistenziale dell’essere umano e rappresenta la dignità di coloro che non hanno voce.

Kornél Mundruczó rafforza la propria prospettiva in Winterreise scegliendo un attore-cantante straniero, non tedesco, che canta canzoni tedesche con un forte accento straniero. Il suo accento e la cattiva pronuncia rappresentano il desiderio dell’uomo senza futuro, orientato all’accettazione e alla comprensione. Ciò che appare sulla scena è la tragedia non di una sala concerti bensì della vita quotidiana. Già all’epoca di Schubert veniva attribuito un significato politico alle poesie di Wilhelm Müller, ma qui esse vengono recitate come il dramma di un piccolo borghese Biedermeier. In questo caso, l’essere senza casa, senza speranza e senza futuro del protagonista rendono democratica la musica di Schubert.

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It is the change of perspective that makes Proton Theatre’s performance special. Winterreise depicts mankind’s existential grief, representing the dignity of those who possess no voice. Kornél Mundruczó strengthens his own perspective in Winterreise by casting a non-German to sing the German songs in a strong foreign accent. His accent and poor pronunciation represent the desire of the man with no future to find acceptance and understanding. What appears onstage is not a concert hall tragedy, but a tragedy of everyday life. Already in Schubert’s time people attributed political significance to Wilhelm Müller’s poems, but they were performed as the drama of a Biedermeier petit bourgeois. In this case, the main character’s homelessness, hopelessness and lack of future make the music of Schubert democratic. 

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"Per me Winterreise è l’apoteosi dell’essere sulla strada, sempre in movimento, in attesa di non sia sa bene cosa, come in Purgatorio. Per me il Purgatorio dei migranti è come un campo profughi: chiunque può finirci ma nessuno conosce i criteri di giudizio. Le ragioni traumatiche di Schubert mi hanno offerto la speciale opportunità di riflettere sull’eterna alienazione dell’uomo, e di interrogarmi se l’arte può costituire un rifugio quando i principi fondamentali della nostra vita vengono messi in discussione. La video installazione mostra persone reali che vivono in un campo profughi ungherese. Il tempo trascorso con loro è stato un’esperienza ispiratrice che, con l’aiuto di alcune scene narrate, confronta i problemi dell’esistenza che colpiscono un numero infinito di persone. Quando ho attinto alla privazione e alla disperazione di questo mondo, sono rimasto così scioccato da non potermi più esprimere a parole ma solo con la musica. L’esistenza incerta e priva di struttura dei rifugiati pone un punto esclamativo sull’incubo e la realtà oltre la musica di un involontario scivolamento in uno stato vegetativo."

Mundruczó Kornél

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"For me Winterreise is the apotheosis of being on the road. Being always on the move. Waiting for one does not know what. Like in Purgatory. For me, the emigrants’ Purgatory is like a refugee camp. Anyone may end up there, but no one knows the principles upon which judgment is made. Schubert’s traumatic motives provided me with a special opportunity to think about man’s eternal alienation. And to ask whether art can provide a refuge when the very fundamentals of our life are questioned. The video installation shows actual residents in a Hungarian refugee camp. The time spent with them was an inspiring experience and, with the help of a few telling scenes, the video installation confronts the problems of fundamental existence that countless people have. Drawing from the deprivation and hopelessness in this world, I was seized by such deep dismay that I could not describe it in words any longer, only with music. The refugees’ generally uncertain and unstructured existence, the fear of involuntarily slipping into a state of vegetation, places an exclamation mark on the nightmare and reality behind the music."

Mundruczó Kornél

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Con un attore-cantante, un’orchestra e un video, Kornél Mundruczó riproduce il Winterreise di Schubert e lo ripropone in un’esperienza profondamente commovente del nostro tempo. Mundruczó non solo tratta il tema in modo compassionevole, ma esprime appieno il suo straordinario talento e le sue migliori capacità artistiche in questo spettacolo. Qui si fa molto personale e questo alza al massimo la qualità della sua creazione. Il canto e la recitazione di János Szemenyei sono strazianti e inquietanti. Fa venir voglia di salire sul palco ad abbracciarlo e dargli conforto. Winterreise grida immediatezza e urgenza!

Dalle note del Direttore di Mittelfest

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Kornél Mundruczó combines the contributions of an actor-singer, an orchestra and film to re-create Schubert’s Winterresie and turn it into a deeply moving experience for our time.  Mundruczó is not only moved by his subject matter; he exploits his great talent and considerable artistic abilities to the full in this show.  He touches a personal nerve here and that raises the stakes in his creation to the highest.  János Szemenyei’s singing and acting is poignant and disturbing. He makes you feel like going up to the stage to hug and comfort him.  Winterresie is a clarion call in its immediacy and urgency!  

From the Mittelfest director’s notes

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"C’è uno straniero alla porta - János Szemenyei canta, recita, parla, grida - proprio come il viaggiatore di Schubert 190 anni fa."

Frankfurter Allgemeine Zeitung


Uno straordinario intreccio di teatro, film e musica

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