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Connessioni ungheresi..Hungarian Connection

  • Chiesa di S. Francesco Cividale del Friuli Italy (map)
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(Austria, Germania, Ungheria)

Andreas Ottensamer, clarinetto
Barbabas Kelemen, violino
Anna-Liisa Bezrodny, violino
Katalin Kokas, viola e violino
𝖩an-Erik Gustafsson, violoncello
Programma:
Béla Bartók, Estratti dai 44 duetti per due violini
Zoltán Kodály, Duo per violino e violoncello
Johannes Brahms, Quintetto per clarinetto e archi in si minore op. 115

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(Austria, Germany, Hungary)

Andreas Ottensamer, clarinet
Barbabas Kelemen, violin
Anna-Liisa Bezrodny, violin
Katalin Kokas, viola and violin
𝖩an-Erik Gustafsson, cello
Programme:
Béla Bartók, Extracts from 44 Duos for Two Violins
Zoltán Kodály, Duo for Violin and Cello
Johannes Brahms, Quintet for Clarinet and Strings in B minor Op. 115

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Nato nel 1989, Andreas Ottensamer viene da una famiglia austroungarica e ha iniziato con la musica da bambino, con le prime lezioni di piano a quattro anni. A dieci anni ha iniziato a studiare violoncello all’Università per la Musica e le Arti Interpretative di Vienna, poi è passato al clarinetto con Johann Hindlerin nel 2003. Andreas Ottensamer ha vissuto le sue prime esperienze in orchestra come sostituto all’Opera Nazionale di Vienna e alla Filarmonica di Vienna e come componente della Gustav Mahler Jugendorchester. Oggi è il primo clarinettista della Filarmonica di Berlino. Il suo secondo album, Brahms - The Hungarian Connection, è stato insignito del Premio Echo Klassik per Strumentista dell’anno 2015. 

Fondato a Budapest nel 2010, il Kelemen Quartet ha già guadagnato la fama di uno tra i più emozionanti gruppi di musica da camera del mondo. Nel 2014 ha vinto il Premio Paolo Borciani. I recenti debutti alla Philarmonie di Berlino, all’Auditorium du Louvre di Parigi, al Concertgebouw di Amsterdam, al Bozar di Bruxelles, al Chamber Music Festival di West Cork e alla Wigmore Hall di Londra sono stati salutati da grandi successi. Nel corso del loro tour negli Stati Uniti, il Dallas News ha scritto: “…il più emozionate concerto di quartetto d’archi degli ultimi tempi…”.

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Born in 1989, Andreas Ottensamer comes from a family of musicians and was drawn to music early, receiving his first piano lessons when he was four. At the age of ten he began studying the cello at the University of Music and Performing Arts in Vienna, then changed to the clarinet under Johann Hindlerin in 2003. Ottensamer performs as a soloist in the major concert halls around the world with orchestras such as the Berlin Philharmonic, the Vienna Philharmonic, the Rotterdam Philharmonic, the Kammerphilharmonie Bremen, the Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra, the Seoul Philharmonic, the Orchestre Metropolitain, the Borusan Istanbul Philharmonic and others. He is now the principal clarinetist of the Berlin Philharmonic. His second album Brahms – The Hungarian Connection won the Echo Klassik Award for Instrumentalist of the Year – 2015. His latest album New Era has been recently released. 

Founded in Budapest in 2010, the Kelemen Quartet has already earned a reputation as one of the most exciting chamber music groups in the world. In 2014 they won the Premio Paolo Borciani. Recent debuts at the Philharmonie in Berlin, the Auditorium du Louvre in Paris, Concertgebouw in Amsterdam,  Bozar in Brussels, at the Chamber Music Festival in West Cork and at the Wigmore Hall in London have been hailed as great successes. During their US tour, Dallas News wrote: “…the most electrifying string-quartet concert in recent memory…” 

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“Cerco sempre di capire cosa il compositore vorrebbe farmi provare e come vorrebbe che lo esprimessi. È importante conoscere bene contesto e la teoria per poter interpretare quello che il compositore ha scritto (e a volte ignorare gli adattamenti dell’editore). Ma in fin dei conti la musica è spontanea e qualunque emozione proviamo il giorno dello spettacolo influenzerà il risultato. Questo è l’aspetto più affascinante della musica! È così vicina alla vita e collega e interagisce con tutto quello che ci circonda.

La tecnica con cui suoni il tuo strumento è un mezzo d’espressione. Perciò è estremamente importante non limitarsi perché la tua tecnica non ti consente di “dire” tutto quello che vuoi. D’altro canto, quello che conta è la musica, quindi non bisogna sopravvalutare l’importanza di quanto veloce o piano puoi suonare un pezzo se dal punto di vista musicale non ha alcun senso!”

Andreas Ottensamer

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“I always try to understand what the composer wanted me to feel and how he would like me to express it. It is important to have good background information and theoretical knowledge to be able to interpret the composer's writing (and sometimes ignore the publisher's adaptions) - but in the end, music is spontaneous and whatever emotion will be present on the day of the performance will have an effect on the outcome. And this is the fascinating thing about music! It's so close to life and connects and interacts with everything around us.”

“The technique used in playing your instrument is your means of expressing yourself; therefore, it is immensely important not to limit yourself because your technique doesn’t allow you to ‘say’ what you want. On the other hand, the music is what matters, so you mustn’t overestimate the importance of how fast or how impressively you can play a passage, if musically it doesn’t make any sense!”

Andreas Ottensamer

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“Quando non è sul suo skateboard, Andreas Ottensamer suona meravigliosamente il clarinetto. Il Keleman Quartet ha conquistato il soprannome di ‘fuochi d’artificio di emozioni’. Questi cinque artisti, tra i più brillanti musicisti europei contemporanei, si riuniscono a Mittelfest 2018 in Hungarian Connections. Allora, rilassatevi sulla vostra poltrona e regalatevi questo concerto da sballo!”  

Dalle note del Direttore di Mittelfest

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“When he is not busy skateboarding, Andreas Ottensamer plays the clarinet just beautifully. The Keleman Quartet has earned the epithet ‘firework of emotions.’ These five artists, who are among the most brilliant contemporary European musicians, team up in the 2018 Mittelfest’s Hungarian Connections. Well, settle comfortably in your seat and treat yourself to this wow concert!”

From Mittelfest director’s notes

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