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Razor Wire Ensemble

  • Chiesa S. Maria dei Battuti Cividale del Friuli Italia (map)
11 - Razor Blade Wire.jpg

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📢 â†’ L’installazione sarĂ  visitabile tutti i giorni fino al 15 luglio dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e dalle ore 18.00 alle 21.00

(Bosnia ed Erzegovina)

Sceneggiatura e regia di Jasmila Žbanic
Musiche di Ališer Sijarić 
Direttore della fotografia Christine A. Maier
Allestimento Gianluca Tomasella
Ingegnere del suono Igor Camo; Editor Redzinald Simek
Produttori Esecutivi Narcisa Cvitnovic, Mirza Hamzic
Produttore Damir Ibrahimović
Prodotto da Deblokada Sarajevo (con il supporto di Creative Europe Programme – MEDIA European Union)

Ingresso gratuito

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📢 â†’ The installation can be viewed every day from 11 am to 1 pm and from 6 pm to 9 pm until 15 July

(Bosnia and Herzegovina)

Written and directed by Jasmila Ĺ˝banic
Music Ališer Sijarić 
Director of photography Christine A. Maier
Staging Gianluca Tomasella
Sound engineer Igor Camo
Editor Redzinald Simek
Executive producers Narcisa Cvitnovic, Mirza Hamzic
Producer Damir Ibrahimović
Co-producer Deblokada Sarajevo (with the support of Creative Europe Programme – MEDIA European Union)

Entrance free

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Il filo spinato si diffuse nell’America occidentale nel 1870. La sua produzione su vasta scala iniziò in Germania durante la Prima Guerra Mondiale. Poi, durante il secolo scorso, venne usato nei campi di battaglia, nei campi di concentramento, nelle prigioni, negli ospedali psichiatrici e da privati o aziende come protezione dai furti. Oggi la Norvegia vieta l’uso di filo spinato per proteggere gli animali.

Cosa succede quando all’improvviso scoppia la domanda di filo spinato e un produttore riceve un ordine di mezzo milione di euro?

Jasmila Ĺ˝banić, regista pluripremiata a livello internazionale (Orso d’Oro al Festival del Cinema di Berlino per il film “Grbavica”), crea un progetto multimediale sul nostro mondo drammaticamente avvolto nel filo spinato. 

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Razor wire or barbed wire became common in the American West in the 1870s. It began to be manufactured on a massive scale in Germany during the First World War. During the course of the past century, it came to be used on battlefields, in concentration camps, in prisons, in secure mental hospitals and to provide protection against burglary for companies’ premises and some private dwellings. At the present time, Norway prohibits the use of razor wire in order to protect animals from inadvertent injury. 

What happens when there is suddenly a huge demand for razor wire and a manufacturer gets an order for razor wire worth half a million euros? Jasmila Ĺ˝banić, a multiple award-winning film director (Golden Bear Award at the Berlinale for her movie Grbavica), has created a multimedia project about our dramatically wired world. 

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“L’Unione Europea è attraversata da filo spinato per tenere lontani i profughi, le persone in difficoltà. Anche dove non c’erano profughi, dove non ce n’erano mai stati, i governi hanno iniziato a mettere filo spinato per mandare ai cittadini il messaggio che non viviamo più in un’Europa libera. La video istallazione artistica Razor Wire Ensemble è costituita da video, musica e un’istallazione che invita il pubblico a provare quello che è celato ai nostri occhi e al nostro corpo: il contrasto tra il filo spinato (e la politica che lo ha messo su) e i valori umani.”

Jasmila Žbanić

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 â€śThe European Union is crisscrossed with razor wires to hold back the refugees, people in trouble. Even in those places where there are no refugees, where there was never a sign of a refugee, razor wires are being set up so our governments can send a message to us, its citizens, that we are no longer living in a free Europe. The artwork Razor Wire Ensemble consists of video, music and an installation that invites the audience to experience what is hidden from our eyes and bodies – a contrast between the wire (and the politics that instals it) and human values.” 

Jasmila Žbanić

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“Jasmila Žbanić aveva 17 anni quando iniziò l’assedio a Sarajevo. Durante la guerra ha studiato come regista all’Accademia di arti dello spettacolo di Sarajevo. Sa bene cos’è la guerra. A questo progetto lavora con tre artisti molto forti, Christine A. Maier, direttore della fotografia, Ališer Sijarić, compositore, e Gianluca Tomasella, scenografo, alla creazione di un’opera multimediale di grande impatto. Jasmila è stata mia studentessa durante l’assedio e da allora non ho conosciuto un regista cinematografico o teatrale più sensibile di lei agli aspetti personali, sociali e alla tragedia umana su vasta scala. Jasmila sfida la tempesta e ci conduce in luoghi dove molti di noi non arriverebbero senza il suo aiuto. Il risultato è sempre un’esperienza molto profonda.”

Dalle note del Direttore di Mittelfest

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“Jasmila Žbanić was seventeen when the Siege of Sarajevo began. During the war, she studied directing at the Sarajevo Academy of Performing Arts. She does know what war means. She teams up here with Christine A. Maier, the director of photography, the composer Ališer Sijarić and Gianluca Tomasella, the set designer – incredibly determined artists – to create a powerful multimedia work. Jasmila was my student during the Siege and since then I have met no film or theatre director more sensitive to personal and social issues and to the impact of large-scale human tragedy. She braves the storm and takes us to the places where most of us wouldn’t be able to go without her. The outcome is a most profound experience.”

From Mittelfest director’s notes

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