Il linguaggio musicale nella sua natura non verbale travalica il pensiero razionale arrivando direttamente alle emozioni, in questa ottica, quindi, è sempre stato un volano ideale per manifestare desideri di libertà, di indipendenza, di affermazione di identità represse.
Il viaggio musicale di Mittelfest 2011 inizia con un omaggio alla musica operistica italiana, genere musicale che ci rappresenta in tutto il mondo.Una inaugurazione del Festival che vedrà protagonista assoluta Luciana D’Intino mezzosoprano di fama internazionale, ma friulana di nascita, amata dai più importanti direttori del nostro tempo oltre che per la sua meravigliosa voce per la spiccata musicalità e per la cura del fraseggio. Dialogherà assieme a questa grande artista la FVG Mitteleuropa Orchestra diretta dal M° Paolo Paroni realizzando così una produzione interamente regionale di qualità assoluta.
La nostra vicinanza con le repubbliche della penisola balcanica ancora scosse dalle recenti guerre fratricide, viene rappresentata tramite il messaggio musicale della No Smoking Orchestra e di Emir Kusturica intellettuale a tutto tondo che dedicherà una sua nuova composizione proprio a Mittelfest 2011. Djivan Gasparyan è indiscutibilmente uno dei più grandi musicisti armeni, una leggenda vivente. É il più importante virtuoso del duduk, si dice che non ci sia altro strumento, al di fuori del duduk, capace di esprimere i sentimenti del popolo armeno che tanto ha sofferto per l’affermazione della propria identità. Nelle mani del grande maestro il duduk diventa il veicolo della musica spirituale e meditativa che eloquentemente evoca i paesaggi e la popolazione dell’Armenia grazie anche alle voci del Coro del FVG diretto dal M° Cristiano Dell’Oste e ad alcuni arrangiamenti del M° Valter Sivilotti per una nuova produzione del Mittelfest che ancora una volta coniuga grandi artisti internazionali a musicisti della nostra terra.
La caduta del muro di Berlino ha prodotto quasi per gemmazione alcune nuove repubbliche che proprio grazie al desiderio e alla gioia della riconosciuta identità sono diventate terreno ideale per una rinascita culturale e una fertile vena creativa, compositori come l’estone Arvo Pärt, il georgiano Gya Kancheli, l’uzbeco Alexander Knaifel e l’ucraino Valentin Silvestrov saranno interpretati dalla Tallin Sinfonietta con direttore e solista al violino un grande musicista quale Andres Mustonen.
Eddy Rosner Jazz dal Gulag, riporta alla luce grazie all’impegno del M° Marco Maria Tosolini per una produzione targata Mittelfest, l’incredibile storia di Adolph Ignatevich Rosner, detto Jack, poi Eddy. ebreo polacco nacque a Berlino nel 1910 e vi morì nel 1973. Fu definito da Satchmo stesso “L’Armstrong bianco”. Rosner, prima celebrato jazzista a Berlino (e in tournée europee e americane) poi perseguitato da nazisti giunti al potere, scappato in Bielorussia, accolto dai Sovietici, perseguitato dai medesimi dopo la svolta antisemita e antioccidentale del 1946, sopravvisse a otto anni di Gulag (e a sette mesi di torture alla Lubjanka prima) suonando la stessa musica per la quale era stato condannato.
Lo spettacolo “Notte Trasfigurata” con Marco Paolini voce narrante, Marco Rizzi violino, Mario Brunello violoncello, Andrea Lucchesini pianoforte nasce da una rilettura narrativa della musica di Schönberg a sua volta ispirata ai versi di Richard Dehmel del 1890; oltre un secolo dopo un musicista e un attore, partendo da un’analisi della partitura e da una forte esigenza di interpretare la contemporaneità, ripropongono la musica di Schönberg in forma di racconto sinfonico per trio e voce. La storia narrata da Paolini è lontana dal valore simbolico del poema originale di Dehmel: i due amanti assumono le fattezze di una clandestina appena sbarcata sulle coste del Salento e di un carabiniere, Cadamuro, che dovrebbe ostacolarne la fuga e invece, forse, se ne innamora. Ma lei è incinta di un altro uomo…
Mittelfest non può dimenticare due importanti anniversari di due compositori fondamentali per l’evoluzione compositiva europea come Franz Liszt e Gustav Mahler a cui sarà reso omaggio con “Il tempo di Gustav Mahler”, che vede la partecipazione di Quirino Principe, in cui ripercorre la biografia del compositore attraverso il corpus delle lettere e altri scritti soffermandosi sui temi dell’eros, della morte, della religione, della crisi di Vienna e del mondo mitteleuropeo, del rapporto tra la musica e la filosofia del tempo in uno dei periodi più decisivi e complessi della nascente modernità. L’originale antologia di brani, tra i quali lettere dello stesso Mahler, è recitata da Massimiliano Finazzer Flory ed accompagnata da suggestioni tratte dalle sinfonie e dai lieder, sulle quali la giovanissima Chiara Taviani darà forma alle coreografie di Michela Lucenti del Balletto Civile. Alle atmosfere musicali al pianoforte si accompagnano le esecuzioni alla tromba di Gianni Dallaturca.
Liszt e la Poesia è un percorso nelle pagine meno frequentate di Liszt la voce intensa e decisa di Lella Costa e il tocco pianistico di Roberto Plano offrono allo spettatore un nuovo momento di musica sublime. Oltre ai 2 melologhi, poco ascoltati nei programmi da concerto, molti interessanti sono i Tre Sonetti del Tetrarca; è possibile che le prime bozze per i componimenti ispirati dai sonetti del Petrarca siano nate tra il 1837 ed il 1839, nel periodo in cui Liszt visse in Italia e studiò profondamente l’arte e la poesia italiana.
In questo ricco programma non manca lo spazio per i musicisti della nostra regione che si siano affermati a livello internazionale come Glauco Venier, il Coro Polifonico di Ruda e l’Ensemble Dramsam che presenteranno progetti tematici di assoluto interesse in cui le nostre radici vengono vivificate dalla loro inconfondibile interpretazione.
Il direttore
Claudio Mansutti