Danza

Nazioni e identità: nel cammino della storia mille nomi, confini, lingue, tradizioni e speranze. Nazioni e identità: soggetti pubblici o insieme di caratteri privati, tradizioni da preservare o progetti innovativi che si rivolgono al futuro. L’insieme di tutto questo è la realtà, storica, territoriale, culturale, artistica. Leggere la storia può rivelarsi insidioso. Lo sguardo può risultare fragile o miope, generare fraintendimenti, si rischia di parteggiare o giudicare.

L’arte ci viene incontro propositiva, inducendo all’espressione e non all’azione, al racconto e non al proclama. Che nasca da un benessere o da un disagio concentra la sua forza nel dimostrarsi e raccontare, alla ricerca di una partecipazione emotiva e non risolutiva.

L’arte, nelle sue innumerevoli forme, è in ogni caso benevola, creativa, comunicativa, fraterna. L’arte avvicina, accomuna, illustra, spiega. I grandi temi, che nascono dall’animo umano e dai suoi sentimenti e che sono alla base delle diverse civiltà, appartengono a tutti.

Ecco il piano sul quale giocare la comunicazione, la commistione, la condivisione.

Ecco la prospettiva prescelta per elaborare il concetto di nazioni ed identità. Una prospettiva che racconta una parte di storia dove non ci sono primi attori e comprimari, in un’analisi razionale ma non asettica, una visuale d’insieme ma non stereotipata, una fotografia di due concetti legati ma quasi mai coincidenti, non di rado in contrasto tra loro.

Il programma della danza indaga i diversi stati dell’identità.

C’è la negazione dell’identità di chi è costretto ad abbandonare la patria in Odisseo – Il naufragio dell’accoglienza, nuovo lavoro della compagnia Zappalà danza sull’emigrazione/immigrazione: le analogie tra il mito di Ulisse e il fenomeno delle migrazioni di oggi generano riflessione. Il migrante di oggi è il nuovo Ulisse?

Ma la negazione dell’identità passa anche attraverso la sopraffazione del potere. Ispirato al Tieste di Seneca, Pasto a due dei torinesi Zerogrammi fissa lo sguardo sull’istante precedente l’epilogo della tragedia, quando la tensione è giunta al suo apice. Prevaricare o soccombere: l’interrogativo è sospeso nell’aria.

Due esempi mostrano all’opposto l’affermazione dell’identità di una nazione attraverso l’esaltazione delle sue molteplici componenti culturali. È forte quella nazione che si nutre della ricchezza delle molte identità che racchiude, che ne accoglie i caratteri e i colori più svariati, che si rispecchia nelle loro peculiarità. Ogni piccola identità partecipa all’unità, contribuendo col proprio apporto alla grandezza della nazione. Lo si evince ammirando lo spettacolo strepitoso della Compagnia dell’Accademia di danza di Pechino (La poesia del vento) o le straordinarie coreografie dell’immenso Igor Moiseev Ballet, compagnia-icona della grande tradizione russa. Ed un’indagine dei motivi popolari musicali che stanno alla base dell’identità culturale e sociale italiana è l’operazione che porta alla creazione di Taranta dell’ultima luna. Il giovane coreografo Walter Matteini è affiancato nel percorso da due grandi musicisti, Valter Sivilotti e Mario Incudine, uno del Nord e uno del Sud. La storia dell’unità d’Italia è la storia di una contaminazione tra culture diverse.

L’evoluzione dell’identità è rielaborare miti del passato e ripensarli alla luce del presente. La morte e la fanciulla nell’inedita versione del Balletto di Roma sulle note di Schubert magistralmente orchestrate da Mahler (in Anteprima nazionale a MittelFest) riprende un tema artistico di matrice rinascimentale e lo carica di dilemmi quanto mai odierni: la morte è negazione della vita o mutazione di stato? Il dibattuto problema dell’eutanasia è la nuova chiave di lettura di un racconto vecchio di centinaia d’anni.

L’identità si evolve anche con la creazione di nuovi progetti artistici. Forceful feelings è la prima compagnia di balletto armena composta da artisti professionisti. Una giovane nazione si propone alla platea internazionale rivendicando la propria unicità culturale e nazionale.

Infine è la ricerca della propria identità attraverso il confronto/scontro con l’altro: le creazione di due giovani ed innovative compagnie indagano le dinamiche che si sviluppano nelle relazioni interpersonali. Il sistema dei rapporti umani è messo letteralmente a nudo dalla compagnia Pàl Frenàk (InTime): pulsioni e compromessi, ipocrisia e desiderio. Fino a che punto i legami tra le persone sono determinati dall’assenza di sincerità? Cinque corpi in scena. Nessuna risposta.

Con Movingtheatre.de (Contrast ratio) il discorso si allarga al piano sociale: quanto è giusto sacrificare il proprio io per dare posto agli altri? La scelta tra razzismo ed integrazione è prima di tutto personale.

Spettacoli popolari e performance innovative: le grandi nazioni si evolvono sotto la spinta del cambiamento ma coltivano le proprie tradizioni, da cui traggono forza e solidità. Guardano avanti ma difendono i propri principi fondanti. La tradizione è un fiume sotterraneo, una falda in piena dalla quale attingere per alimentare nuove ricerche artistiche e sperimentazioni che guardano al futuro.

Nove appuntamenti, otto nazioni rappresentate (Armenia, Bulgaria, Cina, Germania, Italia, Russia, Ungheria) e molte prime nazionali: così sfila la danza del mondo sul palcoscenico internazionale di Mittelfest, dove i popoli si conoscono, le nazioni ammaestrano confini. L’arte è il linguaggio universale che rende merito alla provenienza e regala il lasciapassare per la destinazione desiderata.

 

Il direttore

Walter Mramor