MittelFest ieri. MittelFest domani.
Dal 1991, nelle sue venti edizioni e nel suo particolare intreccio di teatro, musica e danza, MittelFest ha messo assieme avanguardie e tradizioni, poesia e sperimentazione, performance urticanti, ma anche rassicuranti e indimenticabili balletti.
Nato come festival, più esattamente come una vetrina culturale della Mitteleuropa, MittelFest ha saputo ugualmente svolgere una funzione di dialogo intenso e proficuo tra tutti Paesi con cui ha via via stretto legami. Così il flusso ininterrotto di informazioni e pensieri, sviluppati di anno in anno nelle settimane centrali di luglio, si è sempre trasfigurato in spettacoli, accolti e ospitati nello scenario di una Cividale internazionale, straordinario palcoscenico en plein air.
Oggi MittelFest è divenuto uno dei festival italiani più longevi e prestigiosi, biglietto da visita di una regione intera, il Friuli Venezia Giulia, e di una cultura complessa, di un’originalità che ha pochi concorrenti in Europa.
E’ un traguardo ventennale di cui siamo orgogliosi, e che ora va di nuovo rilanciato.
Con il nuovo cartellone, questo del 2011, proviamo ad allargare ancora una volta l’orizzonte a cui MittelFest fa riferimento. Sapendo che le sfide imposte dai tempi recenti (sfide di ordine politico ed economico, ma anche e soprattutto culturale) si possono affrontare solo rompendo gli schemi di pensiero a cui eravamo abituati,
Per questo il programma 2011 di MittelFest, nelle sue diverse declinazioni, ospita musicisti, scrittori, compositori, direttori d’orchestra, danzatori, attori, che fanno sì parte della nuova vecchia Europa, ma anche artisti che provengono dal Tibet e dalla Cina, dalla Russia e dall’Armenia, anche dall’Argentina.
Per questo Mittelfest propone quest’anno momenti di riflessione importanti a margine degli spettacoli veri e propri. Interventi che vedranno impegnati personaggi di prestigio come Lucio Caracciolo, Toni Capuozzo, Emil Lutwak, Pino Scaccia: tra loro testimoni diretti delle tragedie e delle guerre africane e asiatiche, e quindi non filtrati dagli anodini schemi televisivi, che pensiamo importanti per capire le dinamiche del Nuovo che ci sta innanzi, i problemi esplosivi che dall’area mediterranea si propagano nella “vecchia” Europa.
Un mondo in ebollizione di cui MittelFest vuole parlare, forte di un’identità consolidata, con un’attenzione particolare alla formazione in atto di un nuovo nuovo pensiero, che non potrà più essere autoriflessivo o esclusivamente continentale, ma deve vivere in un mondo – che ci piaccia o no – fortemente globalizzato.
Il Presidente
Antonio Devetag